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Pecorino romano
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La Nuova Sardegna 15/12/2009 Imprimer E-mail
Mercredi, 16 Décembre 2009 10:11
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LA NUOVA SARDEGNA DEL 16/12/2009

Prato: «Ora basta, esco dal tavolo»
L’assessore propone: almeno 0,70 a litro e una «regia» per il comparto

PASQUALE PORCU

 

 SASSARI. Si discute di prezzo del latte e scoppia il finimondo. E l’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Prato, si chiama fuori dal tavolo. «Ma quale tavolo?- dice Toto Meloni, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano- Non esiste alcun tavolo. Quest’ultima mossa dell’assessore non la capisco proprio». Ma il tavolo esiste, secondo Prato, eccome. «E’ da giugno che cerco di far dialogare le parti- dice- ma ciascuno sembra curarsi solo del proprio orticello. Se le parti vogliono dialogare convoco il tavolo subito, altrimenti io dico basta».
 «Le posizioni al tavolo sul prezzo del latte oggi sono inconciliabili: ecco perché mi tiro fuori da qualsiasi trattativa e ritiro la proposta di garantire un prezzo minimo, che avrebbe evitato il collasso del comparto ovino sardo». Argomento del contendere è il prezzo del latte. Secondo Prato non si può continuare col balletto degli anni passati, con oscillazioni sul prezzo che alla lunga sfiancano il comparto. «Credo che il prezzo base debba essere non inferiore a 70 centesimi- spiega Prato - Ma gli industriali pensano che quella cifra sia troppo alta e il settore primario la ritiene una cifra ‘immorale’». Nel pacchetto proposto dall’assessore c’era anche la creazione di un organismo privato coordinato da soggetti terzi, con l’obiettivo di governare le politiche del comparto e in grado di gestire le eccedenze di formaggio e quelle del latte. «Un organismo che- ribadisce Prato- con la sua autorevolezza, avrebbe impedito alle componenti della filiera di andare in ordine sparso contribuendo a razionalizzare la domanda e l’offerta. In cambio avevamo dato la nostra disponibilità a sostenere l’ammasso di formaggio, il prezzo del latte con il regime “de minimis” (risultato questo ottenuto dopo la visita dell’ex Commissario all’Agricoltura dell’Unione europea), a supportare dei progetti di ricerca per innovare le produzioni e il comparto».
 «Questa Giunta - spiega l’assessore Prato - da subito ha provato a far dialogare le parti e farle sedere allo stesso tavolo: produttori, trasformatori, organizzazioni di categoria, consorzi di tutela. Ma, a distanza di mesi, le posizioni sono assolutamente inconciliabili e l’opera di mediazione che la Regione ha condotto, non può andare avanti a queste condizioni».
 La proposta era stata formulata tenendo conto, tra l’altro, che il prezzo del latte non lo decide la Regione con un decreto, bensì il mercato.
 Una doverosa precisazione, infine, sui presunti finanziamenti della Regione al settore della trasformazione cooperativa e privata: «A oggi neanche un euro è stato erogato, anche se dai giornali ho appreso notizie diverse e, soprattutto, false», conclude Prato.

 

 

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