|
Mittwoch, 16. Dezember 2009 um 10:26 |
|
There are no translations available.
NEW YORK. «Siamo l’isola dei pastori: una regione al centro del Mediterraneo in cui dai pascoli d’erba naturale arrivano benefici per la salute dell’uomo». Con queste parole, Toto Meloni, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano Dop e del Consorzio Latte di Macomer, ha inaugurato un’imponente campagna di promozione negli Stati Uniti del formaggio a pasta dura prodotto per il 98% in Sardegna anche se si chiama Pecorino Romano. Presenti anche Andrea Pinna (vicepresidente del Consorzio Latte) e Salvatore Palitta (vicepresidente del Consorzio di tutela). Nella conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nell’auditorium del «The Times Center», all’interno del New York Times Tower (il celebre polo mediatico progettato da Renzo Piano) e alla presenza di una folta pattuglia di giornalisti Usa e rappresentanti istituzionali (c’erano anche il console italiano, Marco Alberti, e il segretario generale della Camera di commercio italo-americana, Franco De Angelis), Meloni ha presentato le iniziative dei due consorzi per promuovere l’export del Romano che nel 2008 ha visto diminuire le vendite del 15%. Esportazione in costante calo perché nel 2008 gli Stati Uniti hanno acquistato circa 151 mila quintali mentre nel 2007 erano 178mila. Dal 2000 la media era di oltre 179mila quintali. Per rilanciare quello che è considerato il re dell’export agroalimentare sardo, il Consorzio Latte (in collaborazione col Consorzio di Tutela) ha investito, per il 2010, oltre 1 milione di euro in una robusta azione di marketing. Oltre alla campagna di marketing rappresentata da un cuore intagliato nel formaggio, è stato dato ampio spazio all’approfondimento scientifico a sostegno degli effetti del Romano sulla salute. Nel convegno dal titolo «Consumption and health benefits of pecorino cheeses», i professori Anna Nudda (Università di Sassari) Mark McGuire (University of Idaho) hanno presentato i risultati di sei anni di studi condotti in Sardegna dal 2003 al 2009 dalle Università di Sassari e Cagliari (prof. Sebastiano Banni) in collaborazione con un team Usa. Risultati che confermano i benefici di certi formaggi che, come nel caso del Romano Dop, quando vengono prodotti con latte di pecora alimentata al pascolo, non solo riducono il tasso di colesterolo nel sangue (e quindi il rischio di cardiopatie), ma abbassano anche la soglia di rischio dei tumori, soprattutto al seno e colon. Il formaggio di pecora infatti contiene un’elevata concentrazione dei cosiddetti “grassi buoni”: l’acido linoleico coniugato (CLA) e l’Omega-3. Il supervisore del network di ricerca italo americana e coautore dello studio è il professor Giuseppe Pulina (Università di Sassari).
|